Imprese sociali. C'è la crisi, meglio cooperare

C'è la crisi? Meglio cooperare. A suggerirlo non è solo il buon senso, o una lettura morale delle recenti vicende economiche. Il valore della forma cooperativa emerge con chiarezza se si confrontano i risultati ottenuti in Italia da coop, Spa e Srl nel periodo 2006-2012. Cioè dall'anno precedente allo scoppio della crisi dei mutui subprime negli Stati Uniti fino al superamento delle tensioni sui debiti sovrani in Europa.
In questo lasso di tempo le cooperative hanno presentato tassi di crescita maggiori quanto a ricchezza creata, incremento dei redditi da lavoro dipendente, andamento del capitale investito e crescita del patrimonio netto. Risultati tutt'altro che casuali: la ragione di questa differenza, se non altro in tempi di crisi, si deve proprio alla forma cooperativa rispetto a Spa e Srl.
La funzione «anticiclica» svolta dalle coop italiane in questi anni, e la loro maggior tenuta di fronte alle difficoltà, era già stata dimostrata dal Secondo Rapporto sulla Cooperazione presentato lo scorso gennaio dall'Alleanza delle cooperative con il centro di ricerca Euricse. La novità di oggi è che lo studio è stato ampliato anche alle società a responsabilità limitata, e i dati stati estesi al 2012, due anni in più di analisi. La ricerca è stata condotta da Carlo Borzaga, dell'Università di Trento e presidente di Euricse, con Eddi Fontanari, dell'Università dell'Insubria.
Il primo dato che spicca riguarda la ricchezza prodotta: +28,8% le cooperative, +5,2% le Spa, +10,5% le Srl. E il punto di forza delle coop sembra legato proprio al loro Dna, cioè alla struttura proprietaria e al tipo di governance dell'impresa: la forma cooperativa è infatti responsabile di quasi un terzo (il 9,9% sul 28,8%) della crescita del valore aggiunto, contro il contributo del 2,1% dato dalla forma Srl, mentre la Spa sembra aver addirittura penalizzato l'impresa rispetto alle sue potenzialità, con un calo del 2,5%.
Le società a responsabilità limitata (oltre i 500mila euro di fatturato) si dimostrano più vicine alle prestazioni delle coop guardando all'andamento del patrimonio netto: nel periodo è cresciuto del 46,3% per le coop, solo del 24,8% per le Spa, e ben del 54,7% per le Srl. A favore delle cooperative vi è però il fatto che nel periodo considerato l'andamento del patrimonio netto è stato molto più equilibrato e le risorse sottratte all'impresa a causa della crisi sono state molto limitate (-0,3% solo nel 2012), mentre le Srl tendono a procedere più a "strappi". Confronto nettamente a favore delle cooperative quello sul fronte dei redditi da lavoro dipendente: in questi anni sono aumentati del 35,5% nelle coop, del 17,5% nelle Spa, del 26,9% nelle Srl.
Interessante l'analisi del livello di patrimonializzazione, che per tutti gli anni della crisi per le coop è sempre stato inferiore a quello di Spa ed Srl, fino alla prima perdita di esercizio registrata nel 2012. La riduzione dei margini, spiegano i ricercatori, si deve «alla conformazione propria delle cooperative che distribuiscono una parte maggiore della ricchezza generata attraverso l'attività produttiva a favore di fattori diversi dal capitale». In buona sostanza, le coop hanno dimostrato di aver reagito molto meglio di fronte all'inasprimento della crisi rispetto alle società di capitali. E sono riuscite a mantenere sempre in crescita il valore aggiunto, i redditi per i dipendenti e le risorse finanziarie impiegate nell'attività di impresa.
Avvenire 22.3.14