L'Europa è un continente sempre più vecchio e l'Italia lo è
ancora di più. Circa un europeo su cinque oggi ha più di 65 anni e
per ogni anziano ci sono ormai solo poco più di tre persone in età
lavorativa. I dati sull'indice di dipendenza degli anziani relativi 2017 sono
stati diffusi
da Eurostat l'8 maggio e ripropongono seriamente il tema della
sostenibilità dello Stato sociale negli anni a venire. Infatti, più sono
gli anziani in pensione in rapporto ai giovani che possono lavorare, pagare
tasse e contributi sociali e finanziare il Welfare State, e meno un Paese può
guardare con serenità al proprio futuro. L'indice di dipendenza degli
anziani, che misura proprio il "supporto" disponibile per gli
over-65, ha raggiunto lo scorso anno il livello record del 29,9% in Europa.
La crescita di questo indicatore è costante negli
anni. Vent'anni fa era attorno al 20%, il che significa che nel 1997
c'erano ben cinque giovani a potersi "fare carico" di un
anziano. Dieci anni fa l'indice era invece al 25%, dunque nel 2007 per
ogni persona sopra i 65 anni gli individui tra i 15 e i 64 anni erano scesi a
quattro. Oggi, come detto, le persone in età lavorativa per ogni
ultrasessantacinquenne sono scese a tre.
In questa classifica il record negativo spetta
all'Italia, con un indice di dipendenza prossimo al 35%, seguita da Grecia
(33,6%), Finlandia (33,2%), Portogallo (32,5%) e Germania (32,4%). L'Italia è
anche nel gruppo di Paesi che hanno visto l'indice di dipendenza aumentare più
rapidamente negli ultimi 20 anni, con una crescita del 9,6%.
Il tema del crollo del numero di persone in età da lavoro
rispetto a chi si è ritirato non riguarda solo l'Europa. Il calo della
natalità, unito all'aumento delle aspettative di vita, sta creando problemi un
po' ovunque nel mondo. Nel 1980 i paesi che facevano i conti con il calo dei
15-64enni erano solo 9, oggi sono ben 40. L'Economist
di recente ha dedicato un'inchiesta a questo argomento, riportando
l'opinione di un economista della Commissione europea, Jorg Peschner, convinto
che i Paesi con problemi demografici passino troppo tempo a chiedersi come
dividere la torta che si restringe (ad esempio quella previdenziale) e troppo
poco tempo a chiedersi come evitare che questo non avvenga.
Le ricette per contrastare il declino demografico e il calo
della popolazione attiva sono note, spaziano dalle misure per favorire la
natalità agli interventi per riuscire ad attirare popolazione giovane da altri
Paesi o da altri continenti. La questione, come rilevato sempre dall'Economist,
è che i Paesi con il più grande deficit demografico sono spesso anche
quelli che maggiormente si oppongono all'immigrazione.
Massimo CalviLeggi sul sito